Addà passà a Nuttata, paracetamolo e la vigile attesa di un ex assessore all’urbanistica

Eduardo De Filippo in una drammatica sequenza di Napoli milionaria

Il Ministro della sanità, al secolo Roberto Speranza , dall’avvenuta proclamazione dello stato di emergenza sanitaria, ha emanato una circolare con la quale ha indicato ai medici di base di prescrivere tachipirina e vigile attesa ai soggetti risultati contagiati dalla Sars Covid 19. Tale circolare ha, di fatto, impedito la prescrizione, nella fase precoce dell’infezione, delle terapie domiciliari più efficaci che gli operatori sanitari avrebbero tempestivamente potuto prescrivere ai pazienti colpiti dal virus qualora non gli fosse stato inibito dalla direttive del Ministero della salute.

I medici, come è noto, quando vengono emanate circolari o note dal ministero della salute si attengono alle linee guida indicate dal dicastero per andare esenti, a prescindere dalla correttezza clinica del protocollo, da responsabilità civili o penali.

La raccomandata linea guida di “vigile attesa”, quella preferita da Speranza, piuttosto che su evidenze scientifiche o sperimentali, fonda di certo su di una famosa massima, di ancestrale esperienza popolare, compendiata nella suggestiva espressione “addà passà a nuttata” alla quale Eduardo affidava l’attesa per il decorso della malattia della degente ed il destino della gente di Napoli cui la guerra aveva tolto, oltre al benessere materiale, il più elementare senso di umanità.

Nel vorticoso sbandamento morale e civile in cui versava Napoli nell’immediato dopoguerra, i farmaci appropriati, infatti, mancavano e quelli rari che ancora potevano reperirsi venivano, ad arte, sottratti dal commercio da mercanti senza scrupoli, per farne lievitare il prezzo nel parallelo e più oneroso mercato della borsa nera.

All’atto della proclamazione dello stato di emergenza da covid 19 di certo, invece, i farmaci appropriati non mancavano. Qualora, però, come da molti medici inutilmente da subito invocato, si fosse fatto diffuso ed immediato ricorso alla somministrazione precoce degli antivirali, antiretrovirali, monoclonali, antibiotici, eparina e via cantando, quali cure somministrabili subito in via domiciliare, non si sarebbe mai dato seguito alla infinita giostra della pandemia che sta cambiando il mondo secondo i disegni preconizzati dai magnati dei vaccini e della digitalizzazione che sono di casa a Davos.

Il Tar del Lazio, però, finalmente rimedia ai danni che, da due anni, un governo di ciarlatani travestito da esperti, sta recando a milioni di Italiani. Il Tribunale amministrativo del Lazio ha annullato proprio quella circolare che ostacolava, sin dalla proclamazione dello stato di emergenza, l’uso di farmaci diversi dalla tachipirina nella fase precoce della malattia. Migliaia di Italiani sono stati mandati al macello nelle terapie intensive grazie alla circolare scritta, firmata, difesa e sostenuta dal Ministro, accreditato, per anzianità e titoli, dal suo prestigioso curriculum ex assessore all’urbanistica del Comune di Potenza. La sentenza del Tar è durissima nei confronti del governo e dell’agenzia italiana del farmaco. Il contenuto della nota ministeriale – scrivono i giudici – contrasta con la richiesta di professionalità del medico e con la sua deontologia professionale, imponendo, ed anzi, “impedendo” l’utilizzo di terapie da questi ultimi eventualmente ritenute idonee ed efficaci al contrasto del Covid 19, come avviene per ogni corretta scelta terapeutica. Il Tar ha accolto il ricorso del Comitato cure domiciliari anche perché le linee guida promulgate dall’Aifa anziché ” dare indicazioni valide da adottare a domicilio, prevedono un lungo elenco di terapie da non adottare”, divieto che non corrisponde all’esperienza maturata sul campo dai medici del comitato. La questione non è da poco, visto che l’istituto Mario Negri, centro di ricerca diretto da dott. Remuzzi, spiegava da tempo che la tachipirina contiene il paracetamolo, sostanza che consuma il glutatione, che è un antiossidante molto potente. Ed i pazienti covid devono fare i conti con uno stress ossidativo probabilmente responsabile del processo infiammatorio dei polmoni. Sulle possibilità di cure alternative c’erano, peraltro, anche importanti ricerche anche della fondazione Hume ed anche uno studio dell’università di Pavia. A nessuno sfugge la gravità degli errori su cui fondano le direttive ministeriali perché, sulla pretesa mancanza di cure alternative ai vaccini, è stata costruita la narrativa con la quale si è preteso giustificare la più inusitata sperimentazione vaccinale di massa della storia dell’umanità portata avanti a colpi di inoculazioni perpetue e senza fine. Il Tar, dunque, certifica che Speranza e la paranza di ciarlatani che lo coadiuvano sono responsabili delle scellerate scelte terapeutiche di cui sono rimasti vittime milioni di italiani agevolando, per migliaia di loro, un decorso ospedaliero drammatico, talvolta esiziale che, in molti casi, si sarebbe potuto evitare con cure domiciliari precoci, tempestive, appropriate. Questo è il giudizio del Tar. La valutazione dell’operato dell’ex assessore all’urbanistica del comune di potenza., per la restante parte, resta affidata alla prolungata ed incomprensibile inerzia della magistratura inquirente, alla storia ed al popolo italiano. Le immediate dimissioni di Speranza, vista la portata dei danni arrecati, sarebbero comunque sempre da considerarsi tardive per un soggetto che mai avrebbe dovuto occupare quella poltrona.

Carmine Ippolito

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