Inoculazione perpetua e la crudele fine della civiltà

Se la civiltà occidentale crolla sotto i colpi di un virus significa che il culto delle libertà e dello stato di diritto non ha posto solide basi nella coscienza di individui che non si sono rivelati disposti a rischiare nulla per preservarne il rispetto. I governi, sull’onda della crescita del numero dei positivi, praticano una progressiva stretta nei confronti di coloro che si sottraggono al vaccino. La lista dei proscritti è ampia: non comprende soltanto coloro che ancora non hanno effettuato alcuna dose, investe anche quelli, assai più numerosi, che non intendono sottoporsi alle dosi perpetue avendo saggiato gli effetti non proprio entusiasmanti delle prime.

Va detto che rendere gli uomini immortali, o comunque invincibili e non abbisognevoli di cure, è stata sempre la delirante aspirazione di quella scienza che si chiama eugenetica.

E la campagna vaccinale mondiale non è altro che il più grande esperimento eugenetico della storia dell’uomo.

Non credete ad un governo unico mondiale? Ed allora tanti organismi sovranazionali che li hanno costituiti a fare se non per sottrarre, come di fatto avvenuto, ai popoli il diritto alla loro autodeterminazione?

A Davos, per concionare di cosa si sono riuniti negli ultimi anni magnati, filantropi ed elite finanziaria mondiale. se non per preordinare i favolosi processi di transizione geopolitica, eugentica ed antropologica in corso?

Il metodo tradisce e rende evidente lo scopo: se i sieri fossero stati veri vaccini, sicuri ed efficaci, ne sarebbero state necessarie dosi plurime, permanenti e perpetue? Visto che la capillare somministrazione dei vaccini è gratuita, se i sieri si fossero rivelati, dopo un anno, realmente sicuri ed efficaci – come ossessivamente si ostinano ad affermare h 24 – per quale ragione ai renitenti – non a dei biechi criminali – in aggiunta al marchio di infamia, comminate la sanzione più aspra di ogni altra? Ossia, la condanna a morte! Certo, perché togliere il lavoro a chi non si sottopone al vaccino, oppure a chi – memore degli effetti delle prime dosi -non intende sottoporsi alle successive, significa condannarlo a “morire di stenti” insieme a i suoi congiunti. Cos’altro, se no? Quale senso di umanità, e quale nobile scopo, giustifica il ricorso alla irrogazione della condanna più atroce di ogni altra che si può infliggere ad un uomo cui si sottrae il suo lavoro ? L’uomo, infatti, è o non è il suo lavoro? Quale sarebbe il senso di equità rinvenibile a fondamento di un tale spropositato abominio di cui non è dato rinvenire pari nella storia? Il ripugnante crimine commesso dai proscritti non vaccinati, o non perpetuamente vaccinabili, sarebbe quello di non avere accettato di sottoporsi ad una sperimentazione portata avanti con metodi discutibili, non responsabili, non convincenti e non trasparenti. E’ così grave, infatti, la deplorevole renitenza, tale da legittimare il minacciato sterminio per fame dei reprobi? Costoro lamentano invero che non sono stati resi noti i contratti con cui le case produttrici dei vaccini sono stati sollevate da ogni responsabilità per effetti avversi. Lamentano, altresì, che il contenuto dei foglietti illustrativi dei sieri evidenzia che non sono stati effettuati studi per escludere effetti avversi a breve, medio e lungo periodo. Lamentano le false informazioni fornite dall’inizio della campagna vaccinale. Lamentano l’inoculazione perpetue in assenza di sicurezze. Sono criminali per questo? Lo scudo penale e, quindi l’esonero da ogni responsabilità – tuttora perdurante – per i medici vaccinatori, non è affatto tranquillizzante. Avrebbe avuto un senso qualora le case farmaceutiche avessero garantito da subito la sicurezza dei farmaci? Avrebbe attualmente un senso se fossero stati raggiunti adeguati standard di sicurezza? Gli operatori sanitari tutti, gli insegnanti tutti, gli appartenenti alle forze dell’ordine tutti, i dipendenti pubblici e privati tutti, qualora non fossero costretti dietro la più agghiacciante intimidazione, offrirebbero continuamente il braccio senza esitazione? In caso di revoca della più crudele di tutte le intimidazioni, quanti, senza esitazioni, dopo le prime dosi, e ad oltre un anno dall’avvio delle somministrazioni, convintamente assumerebbero le dosi infinite successive che sono già amorevolmente pronte per loro? Del resto i vaccini che vi ostinate ad imporre con la minaccia della più crudele di ogni altra ritorsione, sono stati elaborati quale antagonisti del virus covid 19, che, dal 2019 al 2022, ha registrato – come ogni virus influenzale era già noto avrebbe fatto – 32 mutazioni dalla sua apparizione: come pretendete si possa credere alla perdurante efficacia di tali sieri che nessuno afferma più efficaci ad impedire il contagio dei vaccinati? Quella che ci si ostina a proclamare una repubblica fondata sul lavoro, allorquando si rivolge ai suoi cittadini, minacciando loro di sottrargli proprio il lavoro, è ancora una repubblica fondata sul lavoro? Non siamo al compimento di un nuovo assolutismo biopolitico che rivendica piena signoria sul corpo e la persona dei sudditi?

Il numero dei positivi registrati attualmente corrisponde ad ammalati di sars, o le attuali varianti ormai non determinano alcuna sindrome respiratoria diffusa ( sars), e quindi non giustificano alcuna imposizione crudelmente ritorsiva dell’obbligo vaccinale? Quelli posti non sono altro che quesiti pleonastici, di cui conosciamo già la risposta. Non sappiamo invece cosa ancora resta di una millenaria civiltà.

Ps un suggerimento ai concittadini sostenitori del fanatismo pro vax, ossia a coloro che si affidano, devoti, al “ce lo chiede la scienza”: non chiedetevi solo cosa può farvi un virus, chiedetevi anche cosa vi ha fatto il vaccino e, soprattutto, cosa vi ha fatto, nell’anima e nella mente il delirante, sogno eugenetico di divenire immuni?

Carmine Ippolito

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