Je accuse o’ sceriffo

Il governatore della Campania, al secolo Vincenzo De Luca da Salerno, nel 2015 è stato eletto Presidente di regione: lui, però, voleva essere sceriffo. Sicché, a mandato ormai scaduto, quando è stato proclamato dal governo lo stato di emergenza, è andato a nozze. E, coronando un sogno al limite dell’umano, ha inteso esercitare i pieni poteri, concentrando nella sua carica di massimo esponente di un ente locale, il potere esecutivo, legislativo ed anche quello giudiziario.  Da quando L’OMS ha lanciato l’allarme sanitario, l’intrepido governatore sembra essere entrato in uno stato di trance pandemico, ed al nobile fine di eradicare dal territorio della Campania anche l’ultima micro particella del coronavirus, ha frantumato ogni traccia diritti inviolabili dei corregionali. Le misure di contenimento del contagio già disposte dal Governo, sebbene già fortemente limitative di diritti fondamentali, non gli sono parse bastevoli allo scopo. La Campania, qualora il contagio si fosse diffuso, non poteva in alcun modo reggerne l’urto. I tagli alla sanità imposti dalle politiche di rigore del governo avevano determinato la chiusura di strutture, di reparti e la decimazione di posti letto. Ed il Governatore lo sapeva e non si è mai opposto. Da buon buon sceriffo, ne era invece stato implacabile esecutore.  Le pesantissime limitazioni disposte dal Capo del Governo a mezzo atti amministrativi ( DPCM), sul piano della tenuta dell’ordine democratico e dello stato di diritto, già non potevano affatto definirsi tranquillizzanti. In Italia risulta alquanto vigente ancora una Costituzione, quella antifascista, nata dalle ceneri della resistenza. E la Costituzione dello stato, mica cazzi, allorquando affronta la materia dei diritti fondamentali stabilisce una riserva di legge e giurisdizione: significa che limitazioni incisive a diritti inviolabili possono essere recate soltanto a mezzo legge dello stato o con provvedimento motivato dell’Autorità Giudiziaria. Giammai per mezzo atti d’imperio del presidente della Regione Campania, anche se sceriffo. Se la magistratura fosse di diverso avviso sul punto, risulterebbe creativamente legittimata la sovversione dell’ordine democratico, e qualsivoglia golpe, a mezzo virus!   Il governatore ha fatto di più del Capo del governo. Lui, sceriffo, non ama i mezzi termini: “E’ fatto divieto di allontanarsi dalla propria abitazione”, così recita il testo delle ordinanze con le quali lo sceriffo dispone limitazioni alla libertà personale dei campani, così consegnandone 5.700.000 alle carceri domiciliari. Il contenuto di cotali misure è sovrapponibile a quello della carcerazione domiciliare anche se non le ha mai definiti tali. Ed al fine di assicurarne la coattiva e capillare osservanza, ha corredato i testi dei provvedimenti di ogni sorta di comminatoria di sanzioni pecuniarie, penali e amministrative. Le misure di contenimento comprimono, in modo perdurante basilari diritti previsti dagli artt. 1, 2, 3, 4, 9,13, 16, 17, 18, 19, 24, 27, 30, 32, 33, 34, 35, 39, 41, 48, 49, 54, 70, 72, 73 della Costituzione Italiana. Del resto il De Luca, orgogliosamente, non ha fatto mistero di essere stato solleticato dalla tentazione maoista di fare ricorso alla sbrigatività dei metodi di cui il marxismo ipernazionalista ( nazionalsocialismo) asiatico ha dato fulgido esempio, anche nel corso dell’emergenza epidemica diffusasi nella regione cinese dello Huabei. Le asfissianti limitazioni perdurano sebbene sia decorso un periodo più che triplo rispetto all’ordinario tempo di incubazione del virus. I luoghi di lavoro e gli uffici sono chiusi, quindi i contagi, adesso, avvengono nelle case e negli ospedali, ma allo sceriffo non importa niente dei danni che i rimedi attualmente arrecano più che il coronavirus. 

La reclusione imposta per atto amministrativo, oltre che distruggere vite, imprese, botteghe, sta distruggendo abitudini sane quali uscire, stare all’aria aperta, cagionando, altresì, indebolimento al sistema immunitario dei bambini e degli anziani.  Stando ai dati recentemente diffusi dal centro Monzino di Milano, in Italia, dall’inizio dell’emergenza corona Virus, è quasi triplicata la mortalità per infarto acuto e sono diminuite del 40% le procedure salvavita di cardiologia interventistica perché la gente evita gli ospedali come la peste. Una ricerca, guidata dal prof. Stefano Centanni, ordinario di malattie dell’apparato respiratorio all’università di Milano e direttore dei reparti di pneumologia degli ospedali di San Paolo e San Carlo di Milano, suggerirebbe che qualsiasi misura restrittiva, applicata dopo i primi 17 giorni, si rivelerebbe poco o nulla incisiva sull’andamento del contagio.    

Al Presidente della Regione Campania, allorquando ha emanato ordinanze con le quali ha disposto l’indiscriminato obbligo di restare presso la propria abitazione a tutti i campani, deve essere sfuggito che, oltre il corona virus, esiste anche il principio dell’Habeas corpus. 

Ed è sfuggito forse che tale principio è contenuto nella Costituzione repubblicana, e non ne è prevista la disapplicazione in caso di diffusione di infezioni virali.

E’ circostanza eloquente che nell’incipit dell’Habeas Corpu act, emanato nel 1679, gli scopi venivano profeticamente individuati nel porre un freno agli abusi degli “sceriffi”, dei carcerieri e delle autorità amministrative. Fino a che punto qualsivoglia emergenza epidemica deve farci regredire sotto il profilo della civiltà del diritto? Come ha giustamente evidenziato però l’accademico, costituzionalista già deputato Massimo Villone in un articolo apparso sul quotidiano Repubblica, il 20 Aprile 2020, “ i padri costituenti non pensavano a governatori sceriffi”. L’art. 32 della legge 833/78 giammai legittima rastrellamenti e misure concentrazionarie. Considerazioni finali a beneficio dei giuristi cuor di leone: 

limitazioni di portata cosi profonda non sono state mai neppure concepite nel corso di eventi bellici di scala mondiale. Il coprifuoco fu disposto in Italia unicamente dal Governo Badoglio dopo il 25 Luglio 1943, ed imponeva, al massimo, il divieto di circolazione sul territorio interessato dalle ore 23 alle ore 5; 

Un dato matematicamente certo è il seguente: nel primo trimestre dell’anno 2000, il numero totale dei morti è in linea con quello degli anni precedenti, anzi in diminuzione, tranne per le zone focolaio della Lombardia, dell’Emilia Romagna e di alcune province del Nord; in Campania, il numero dei deceduti nel primo trimestre del 2020 non è in linea con il numero dei deceduti con numero dei decessi degli anni precedenti?

Si pensi, al fine di operare un adeguato raffronto, che la Campania ha una popolazione pari, per numero di abitanti, a quella della Danimarca. Lo stato del Nord Europa ha registrato, ad oggi, un numero doppio di contagi da coronavirus rispetto a quello della Campania ed un numero superiore di vittime, ma la popolazione non subito restrizioni così invasive come quelle dei residenti in Campania ed ha già avviato la riapertura di tutte le attività lavorative.  

Condotte sovvertitrici dell’ordinamento democratico e costituzionale non possono mai riconoscersi giustificate dalle pretesa nobiltà dello scopo, sempre che tale sia la finalità effettivamente perseguita dallo sceriffo. E’ singolare, invero, che sulla scia della sovraesposizione mediatica derivatagliene dall’emergenza sanitaria, il governatore, scaduto, adesso manifesta fretta di andare al voto a Luglio e non, prudenzialmente, stante il rischio pandemico dal medesimo ancora paventato, tra ottobre e dicembre; 

         Eichmann, apparentemente in buona fede, non si stancava mai di ripetere di avere fatto quello che aveva fatto secondo coscienza, per un fine superiore: quello di obbedire alla morale Kantiana.  Le parole del Presidente della regione Campania hanno assunto, come si diceva per quelle del Fuhrer, forza di legge? 

I reati contro la personalità dello stato appartengono al novero delle fattispecie in riferimento alle quali vige l’obbligo di denunzia anche da parte del comune cittadino. I reati di cui agli articoli 323, 605, 610, 582, 585, 283, 289, 658 codice penale sono ancora vigenti o la Campania è zona franca dall’applicazione del diritto nei confronti dei potere politico? Verifiche di legittimità, in tale direzione, non devono neppure essere effettuate o non è opportuno caricare le rilassate coscienze di magistrati che amavano indossare la toga, esporre l’immagine di Falcone e brandire la costituzione? 

Tra i cimiteri, le carceri e le città non c’è più alcuna linea di demarcazione. I primi sono abitati da corpi senza vita, il resto da tubi digerenti, esanimi e senza libertà. Sono tutti luoghi spettrali #standandotuttobene

Carmine Ippolito

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