Popper ed il mecenate dei vaccini

Secondo Popper la conoscenza postula il riconoscimento dell’errore. La filantropia di B. Gates si esalta nella produzione dei vaccini. Natura e finanziamenti dell’OMS. Le sperimentazioni dei vaccini ed effetti collaterali. Le campagne vaccinali della Gates Foundation nell’Africa sub sahariana e nelle province indiane. La simulazione “prologo” del Corona virus della Gates foundation nell’Ottobre 2019. Non è difficile per il lettore prevedere l’epilogo

In un celebre saggio, considerato ormai un classico dell’epistemologia contemporanea, Carl Popper parlava di congetture e di confutazioni, stabilendo una correlazione logica ed operativa tra i due lemmi. Con ciò volendo intendere che alla base di ogni principio o legge di natura scientifica, lungi dall’esserci un mero processo passivo di induzione, vi è sempre un’intuizione, una idea, una visione del reale, che trae origine ogni qualvolta si palesa una contraddizione tra quanto asserito da una teoria ed i fatti osservati nel loro concreto svolgersi. Si rende necessario, in tali casi, il ricorso ad un nuovo statuto conoscitivo. L’epistemologo viennese diede a questo statuto conoscitivo il nome di << razionalismo critico>>.  Inoltre, la mente umana tende a sovrapporre all’osservazione le proprie categorie o schemi mentali. Ne consegue – secondo Popper – che la scienza assume un carattere congetturale, cioè fallibile e non assoluto. Ciò, si badi, non implica la impossibilità di fare scienza, ma una differenza sostanziale tra consapevolezza soggettiva di possedere la verità e possibilità oggettiva di approdare alla verità, la quale scaturisce dal riconoscimento dell’errore. Infatti << chiamiamo vera una asserzione se essa coincide con i fatti o corrisponde ai fatti o se le cose sono tali quali l’asserzione le presenta>>. ( Cfr. Karl Popper, Congetture e confutazioni, Il Mulino, 1972) 

Di seguito propongo una correlazione, alternativa a quella ufficiale, di fatti ed eventi inoppugnabilmente certi. 

Nei fatti rientra un ruolo fortemente preponderante di Bill Gates e della sua famiglia ( la più ricca al mondo in base alle ultime statistiche) nel settore dei vaccini. Sono almeno 20 anni che costui investe nel settore, finanzia multinazionali, promuove eventi, ha legami di natura finanziaria con l’OMS.

Per inciso l’Organizzazione mondiale della Sanità è una agenzia speciale dell’ONU con formale partecipazione pubblica dei rappresentanti degli Stati aderenti, ma con sostanziale partecipazione privata mediante contributi, finanziamenti e partecipazioni da parte di soggetti terzi.  Ovvero, la sanità mondiale è coordinata e gestita di fatto, da un’entità di natura privatistica che agisce con un forte potere persuasivo e condizionante su ogni settore sanitario, farmaceutico e fitoterapico.

Durante la campagna Men AfriVac del 2002, promossa da Bill Gates, nell’Africa sub sahariana gli agenti di Gates hanno vaccinato con la forza migliaia di bambini africani contro la meningite. Circa 50 dei 500 bambini che hanno denunciato malesseri in seguito all’inoculazione del vaccino sono rimasti paralizzati. I principali giornali sudafricani hanno denunciato << siamo cavie per i produttori di farmaci>>. L’ex economista capo di Nelson Mandela , il prof. Patrick Bond ha descritto le pratiche di Gates come << spietate e immorali>>.    

Nel 2014 la Gates Foundation ha finanziato test sui vaccini sperimentali per l’HPV sviluppati dalla Glaxo Smith Kline e dalla Merck su 23.000 ragazze delle province indiane. Circa 1.200 di esse hanno riportato gravi effetti collaterali tra cui disturbi autoimmuni e problemi di fertilità. Sette di esse sono morte. Dopo accurate indagini il caso è approdato alla Corte Suprema del Paese

Nel 2010 Gates ha devoluto 10 miliardi di dollari all’OMS asserendo che << dobbiamo fare di questo il decennio dei vaccini>>. Un mese dopo in un Ted Talk Bill Gates ha ammesso che << i nuovi vaccini potrebbero ridurre la popolazione>>.  

Bill Gates ha assunto il controllo del Gruppo Consultivo Tecnico Nazionale per l’immunizzazione (NTAGI) dell’india che ha imposto ai bambini al di sotto dei 5 anni massicce dosi di vaccino contro la polio attraverso programmi di immunizzazione sovrapposti. A seguito della paralisi di circa mezzo milione di bambini ( con diagnosi di PFA non polio – paralisi flaccida acuta-)  in più rispetto al tasso previsto tra il 2000 ed il 2017, il governo indiano sollecitato dai medici del paese ha rivisto il regime vaccinale di Gates chiedendogli di lasciare l’India. A seguito di ciò i tassi di PFA non polio sono scesi in modo immediato e costante. In conclusione <<Nel 2017 l’OMS ha ammesso con riluttanza che l’esplosione globale della polio è prevalentemente derivata dal vaccino>> ( Cfr. Robert Kennedy Jr, articolo pubblicato il 9 aprile 2020 su Children’s Health Defence Inc –trad. it. Di Alessandra Boni)

 Sono almeno 4/5 anni che Bill Gates ammonisce sulla possibile diffusione di un evento pandemico legato ad una variante Sars CoV 2 ( in seguito battezzato come Covid 19). Coordina e finanzia multinazionali per la sintesi di un vaccino contro il Covid 19 basato su tecnologie di assoluta avanguardia mondiale ( c.d. editing genico CRISPR che utilizza la decodificazione dell’RNA).

Nel 2019 Bill Gates ha realizzato un documentario televisivo denominato “Explained” , in cui spiegava nei dettagli, di un virus nato nei mercati cinesi, dove venivano accatastati in promiscuità animali vivi e morti e suscettibile di poter determinare un evento pandemico mondiale. In questo documentario è stato utilizzato con cognizione di causa il termine pandemia in luogo di quello di epidemia ( che descrive un evento di contagio con un minor raggio diffusivo e con diverso ritmo di propagazione).

Nell’ottobre 2019 la Gates Foundation (coordinata da Bill e da Melissa Gates)  organizza l’Evento 201, ovvero la simulazione di un evento pandemico globale originato da un coronavirus zoonotico ( della sottospecie Sars) trasmesso dai pipistrelli ai maiali e da questi agli umani. 

La “curva diffusiva del morbo” presentava un andamento quasi sovrapponibile con quella poi registrata nella realtà a partire dai mesi successivi, ovvero una fase di latenza seguita da una fase inflazionaria di esordio (crescita molto sostenuta) che proseguiva con una espansione costante, indi con una convergenza verso uno stato stazionario, cui seguiva con molta lentezza una fase di progressivo assorbimento del contagio. 

Durante questo evento era stata anche prevista la disponibilità sul mercato di un vaccino efficace contro tale virus, che si sarebbe resa operativa ad una distanza non inferiore ad 1 anno da primo evento registrato.

Tra i partecipanti all’Evento 201 vi erano il prof. Gao, luminare cinese specializzato nella trasmissione interspecie del virus, nonché esperto di biologia molecolare derivata dai pipistrelli. Altra presenza è data dall’ex vicedirettrice della CIA Avril Haines (già assistente del presidente Obama nonché vice consigliere per la sicurezza nazionale). Era inoltre presente Adrian Thamas vicepresidente della multinazionale medica e farmaceutica Johnson & Johnson ( molto contestata negli ultimi anni per la sua politica aziendale).

Intanto, tra novembre e dicembre 2019 si registrano i primi casi di uno strano morbo in Cina poi classificato come << sindrome da Covid 19>>. Immediatamente la Gates Foundation, con una excusatio non poetita, si precipita a chiarire che <<la simulazione dell’evento pandemico del precedente ottobre non ha alcuna attinenza o connessione con i fatti in corso e che era stata già programmata da tempo>>. 

E mentre il mondo non ha ancora realizzato l’evento in corso il 24 febbraio 2020 con procedura di urgenza viene testato su cavie umane – e dunque omettendo l’intera fase di test sui ratti, come è prassi operativa standard –  dalla Fauci-Gates-Moderna ( tra le più importanti multinazionali farmaceutiche mondiali che producono vaccini ad alta tecnologia) un preparato conosciuto come mRNA-1273, sintetizzato in poche settimane. Il principale consulente medico di Moderna Tal Zaks ha asserito:  << non credo che testarlo in un modello animale sia fondamentale per farlo arrivare alla sperimentazione clinica >> ( Cfr. www.statnews.com/20220/03/11/researchers-ruch-to-start-moderna-coronavirus-vaccine-trial-without-usual-animal-testing/).  

In una intervista del 18 aprile alla televisione francese il premio nobel Montagnier, esperto in biologia molecolare, asserisce che << il coronavisus è stato manipolato in laboratorio e rilasciato a Wuhan per sbaglio>>. ( Cfr. www.ilmessaggero.it/salute/fovus/coronavirus_montagnier_laboratorio_wuhan_ultime_notizie_18_aprile:2020-5178643.html  Inoltre, aspetto da non trascurare, il genetista illustra come la sua equipe è giunta a questa conclusione osservando che la manipolazione sul virus << è stata eseguita con una maestria da orologiaio>>.  Dinanzi ad una osservazione di un suo intervistatore che definiva le sue esternazioni come una << bomba atomica>> il luminare senza scomporsi ha affermato che << tale conclusione è stata già confermata da altri studi svolti in India e in Israele, in seguito ritirati ovvero cancellati da internet >>.   

In questi stessi giorni il prof. Burioni, in ciò sostenuto in modo corposo dall’establishment, sta promuovendo ciò che lui definisce il << patto per la scienza>> che prevede l’oscuramento delle fonti informative non ortodosse con la esposizione a denuncia penale  per << procurato allarme>> ovvero per << diffamazione>> nei casi più estremi. 

Ora,mentre si fa strada sui media tutta una nutrita letteratura tesa a smentire in modo reciso e categorico ogni << ipotesi complottistica>> ovvero ogni forma di giudizio << palesemente in contrasto con la scienza ufficiale e contro le buone regole informative>>, riteniamo che al di là del principio di plausibile smentibilità applicato, in modo sistematico ed acritico, verso ogni ricostruzione ritenuta “non in sintonia con il senso comune” ci sia una cosa semplice ma fondamentale da fare: dare la possibilità a diversi centri indipendenti, competenti ed accreditati di poter svolgere una mappatura genetica sul virus ( che ricordiamo essere altamente mutante, ad elevato indice di contagiosità e molto persistente sulle superfici)  onde isolare la presunta sequenza genica ingegnerizzata, ovvero fornire tutte le osservazioni a confutazione sul punto. Individuare con precisione la filogenesi del virus, ovvero le modalità della sua trasmissione all’uomo rendendo di pubblico dominio tali conoscenze. Favorire un confronto diretto e pubblico tra scienziati onde saggiare le rispettive argomentazioni.  

Sarebbe inoltre opportuno chiedere ai centri studi citati perché hanno ritirato la loro produzione scientifica che è pervenuta alla natura ingegnerizzata del virus . Ciò in ragione di una comprensione più approfondita del fenomeno ma soprattutto nell’ottica di una vera ricerca scientifica di matrice democratica e non oligarchica appannaggio di una ristretta elite, che impone più che dimostrare le sue asserzioni, condannando alla derisione, all’oblio e all’ostracismo, voci dissenzienti, seppur autorevoli, competenti e di assoluto prestigio.

“Ogni qualvolta una teoria ti sembra essere l’unica possibile, prendilo come un segno che non hai capito né la teoria né il problema che si intendeva risolvere” (K. Popper)

Giovanni Ardimento

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