Contante, lo sterco della mafia

Formidabile proposta liberticida individua nella tracciabilità dei pagamenti lo strumento più efficace di contrasto alle mafie. Se per eliminare il male deve essere eliminato anche il bene, e se per eliminare l’abuso deve essere eliminato anche l’uso, lo stato non è un presidio ma un nemico.

Ogni tanto ci viene inflitta una genialata. “Eliminare il contante eliminerebbe le mafie”. È l’uovo di Colombo, fa da contrappunto qualche altro genio della specie. Sì, e se ci estirpiamo tutti i denti avremo eliminato la carie. Come in Islanda e nel Regno Unito è stata di fatto debellata la trisomia 21, debellando con l’aborto a seguito di diagnosi prenatale i nascituri che ne sono affetti, che così non nascono più e la sindrome di Down pure non c’è più.
“Ma che c’entra” dirà qualche anima bella… C’entra c’entra, come ogni soluzione semplicistica di problemi gravi. Amputiamo il braccio malato, così non abbiamo il problema di curarlo. Se la libertà sta al male come la velocità al volo, basterà eliminare la libertà per sradicare il male. Così scriveva nel 1920-21 nel suo capolavoro Noi, il romanzo distopico (anti-utopico, cioè disvelante l’inumanità dell’utopia collettivista e negatrice della libertà personale), Evgenij Zamjatin, ingegnere russo geniale come (quasi ) tutti gl’ingegneri. Bolscevico, ma progressivamente pentito, tanto che dopo la Rivoluzione ( rectius, colpo di stato) dell’Ottobre fu sempre più critico nei confronti del governo rosso. Ne è un esempio il racconto che descrive una città il cui sindaco decide che l’uguaglianza è la chiave per rendere tutti felici. Egli costringe ogni cittadino, incluso sé stesso, a vivere in una grande baracca, a radersi i capelli e a diventare mentalmente disabile per far sì che tutti condividano lo stesso livello di intelligenza. 
È forse questo livello d’intelligenza egualitario che induce a certe proposte e ad accoglierle con entusiasmo.
Ed invero, al di là del fatto che la mafia propriamente detta ha molto più a che vedere con il potere che con il denaro (basti pensare a come vivevano molti dei suoi capi) – e lo spiegava bene sant’Agostino, quando diceva che un regno, cioè un potere, senza giustizia altro non era se non un’enorme associazione a delinquere, ciò ch’è appunto una mafia: un potere ingiusto –, si deve osservare che una simile misura sradicherebbe con la zizzania tanta di quell’erba buona da rappresentare una vera e propria catastrofe socialmente desertificatrice. La prima erba buona ad essere strappata via sarebbe la libertà, di cui la privatezza degli scambi e l’uso del contante sono presidi. Infatti, la totale tracciabilità delle transazioni economiche costituirebbe una forma di controllo sociale antitetico ad ogni forma di libertà, di cui si può abusare, come osservava Zamjatin, ma è noto che abusus non tollit usum, così come non è un modo saggio di prevenire la carie l’estirpazione a prescindere di denti sani. Inoltre, non si comprende come la mafia avrebbe bisogno del contante per farsi pagare appalti pubblici e/o privati ottenuti con la prepotenza, e così per la gestione d’imprese e attività economiche usurpate con gli stessi metodi. E quanto alla droga, finché ce ne sarà domanda libertaria, un modo per venderla e comprarla senza ricorrere a bonifici e assegni si troverà sempre (o ci penserà la repubblica a propinare droga di stato, come previde nel 1932 Aldous Huxley?). Altro frutto velenoso della geniale proposta – a questo punto perché non un coprifuoco da venti ore al giorno?, tanto con internet si può ben lavorare da casa – sarebbe il perfezionamento del prepotere, già troppo diffuso, della banca. Infatti, se non si può usare contante per pagare ed essere pagati, anzi neppure si può detenerlo perché non sarebbe più coniato, allora per la banca passerebbe ogni transazione (mi manca come si potrà mettere la monetina nella cassetta dell’ascensore, o nel cappello del mendicante, ma forse con la mafia saranno eliminate anche queste vetuste realtà), e così essa sarebbe padrona di tutto il danaro. E la pratica degl’interessi negativi – cioè una sorta di fitto da pagare per tenere i propri soldi in banca, ciò che sarebbe necessario e inderogabile nel modo più completo in mancanza di contante – verrebbe universalmente istituzionalizzata.

Giovanni Formicola

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